venerdì 11 maggio 2018

Una musica in sogno




Da Anime baltiche di Jann Brokken ed. Iperborea
Traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo



Assisto a un concerto nella Niguliste kirik, la chiesa luterana di San Nicola nel centro di Tallin. (...)
Ancora una volta mi colpisce quanto le melodie di Pärt siano semplici e trascinanti, cupe e al tempo stesso consolatorie. Usa i silenzi con una sapienza straordinaria: ha il coraggio di non far sentir niente per una, due, tre battute, così la nota che segue ha l'effetto di una scossa elettrica. Si ha l'impressione di sentire musica anche tra le note.
Quella sera nella Niguliste kirik vengono eseguiti Orient & Occident e Silouans Song *. Fuori nevica, dentro il pubblico è come ipnotizzato. Di colpo mi torna in mente un episodio della mia giovinezza a cui non avevo mai più pensato. Una notte mi ero svegliato in lacrime perchè in sogno avevo sentito una musica che qui sulla terra non esisteva. Talmente bella che da quella volta non avevo smesso di cercare che genere di musica fosse esattamente. Ascoltando Silouans Song in quella chiesa di Tallin, mi viene da chiedermi se non sia la musica del mio sogno.
(...)
Nel 1968, in un'intervista rilasciata alla radio (...), Pärt disse: " Io non sono sicuro che nell'arte possa esservi progresso. Il progresso in quanto tale si ha nella scienza.(...) Nell'arte la situazione è complessa: molti oggetti dell'arte del passato sembrano più moderni di certa arte contemporanea. Come si spiega questo fatto? Non è che il genio ha saputo guardare due secoli avanti. Io credo che la modernità della musica di Bach non scomparirà tra duecento anni, e probabilmente non scomparirà mai. Non perchè, in termini assoluti, sia migliore della musica contemporanea, il segreto sta nella domanda: con quanta profondità il suo autore è riuscito a esprimere la propria esistenza e, più in generale, la totalità della vita, le sue gioie, i suoi dolori e misteri?


Silouans song è un canto strumentale ispirato a un testo di San Silvano del Monte Athos, affine al salmo 41 della Bibbia (“L'anima mia ha sete del Dio vivente”).

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