Qualcosa da ascoltare... ( qui )
( foto di Maik Lipp )
Il cavallo di Brunilde si chiama Grane (cfr. Richard Wagner, Il crepuscolo degli dèi). Nomen Omen? Noi speriamo di no...
Un "carotaggio letterario" di
Il sogno di Opale di Subhaga Gaetano Failla
ed. Ensemble
Le illustrazioni sono di Davide Bonazzi (fonte )
Lontano
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| Sullo sfondo il palco del Festival internazionale dei poeti a Castelporziano |
da “Diario di un naufrago felice” di Paolo Cossato
Ar-Men: il nome significa in bretone roccia ancorata sulla pietra. Ed è una roccia a trentacinque miglia dall’Isola di Sein, a nord-ovest delle coste francesi sull’Atlantico. Ma è più noto ai guardiani dei fari come Enfer des Enfers, inferno degli inferni, poiché a volte le onde arrivano quasi a sfiorare il culmine dei suoi trentasette metri. Si erge sul mare che bagna la regione della Francia un tempo detta Finistère. Finis terrae, il confine della terra: così lo si chiamava in tempi lontani, e Finsternis in tedesco significa tenebra. Nella tenebra affondava lo sguardo rivolto verso il confine segnato dalla notte e dalle acque dell’oceano. Costruito tra il 1867 e il 1881, la sua luce oggi si coglie ad oltre venti miglia in un bagliore intermittente ogni quindici secondi.

Grazie ad " Ed Wood " di Tim Burton, scoprii qualche anno fa l'esistenza di un insolito strumento musicale, il theremin.
Si tratta di un congegno elettronico inventato dal russo Lev Termen intorno al 1919. Ad Hollywood, soprattutto negli anni Cinquanta, veniva utilizzato nelle colonne sonore dei film di fantascienza. Tim Burton lo volle per la colonna sonora del suo Ed Wood, ma si può riconoscere la sonorità del Theremin anche in altri suoi film. ( p.e. Mars Attacks )
Lo si suona avvicinando e allontanando la mano da due antenne, una delle quali controlla l'intonazione, mentre l'altra il volume. Le due antenne sono montate su una cassetta che contiene il circuito elettronico.
Il theremin è stato utilizzato da diversi musicisti. Tra questi Clara Rockmore, allieva dell'inventore, Samuel J. Hoffman, autore della colonna sonora di Spellbound (Io ti salverò) di Alfred Hitchcock e di The Day The Earth Stood Still (Ultimatum alla Terra) di Robert Wise, Lydia Kavina, pronipote e allieva di Lev Termen, Pamelia Kurstin. Ricorrono al theremin anche i Led Zeppelin in Whole Lotta Lov.
Un sito dedicato al theremin qui
E dalle nuvole del cielo
sento calar canzoni
e le raccolgo al volo
le infilo nei pantaloni
E ne ho le tasche piene
le tasche dei miei calzoni
ma ne raccolgo ancora
piovono giù emozioni:
quante ne può tenere
questa mia borsa fradicia?
E' l'atmosfera carica
di arie e canzoni nuove
che io non so capire...
Le rime di Giuliano che ho pubblicato sono dedicate a Alfred Schnittke ( qui ), un musicista russo, autore anche di musica per film. Il video nel post riproduce un brano tratto dalla colonna sonora di "Vals". un film di Viktor Titov
qui fonte immagine Mi è sempre piaciuto leggere; trovo che, priva dei libri, se ne andrebbe la parte di me che mi piace di più. Ho bisogno dei libri e quindi degli scrittori, così, quando di tanto in tanto Giuliano mi inviava racconti e rime di sua mano, ricevevo un doppio regalo, quello di leggere testi raffinatissimi e quello di poterli commentare con l'autore. Ne parlavamo nelle mail che ci scambiavamo.
I racconti di Giuliano sono brevi, leggeri, pieni grazia. La sua scrittura ha molto a che fare con la musica, ne ha la misura, il ritmo, le variazioni, la vivacità. Alcune sue composizioni hanno l'aria di essere frammenti, hanno qualcosa di non compiuto, indefinito e anche questo forse ha a che fare con la musica e il suo carattere.
Riporto qui un delizioso e breve racconto; di seguito, il modo in cui lo commentò Giuliano
RACCONTINO SPINTO
Lei si presentò a casa sua con un ingombrante vaso di terracotta, in forma di un grosso gatto dall’aspetto pacioso, qualcosa di vagamente cinese.
- Tieni, - gli disse, - è per te. Se me lo tratti bene, lunedì faremo l’amore insieme.
Lui rimase perplesso, la ragazza era molto carina, ma cosa c’entrava questo gatto?
Lei uscì subito, vantando chissà quali impegni ( “Sono di corsa, mi aspettano”, aveva detto ). Sempre più perplesso, con l’enorme vaso in mano, chiuse a fatica la porta di casa e si rigirò verso il corridoio.
- E adesso dove lo metto?
E, nel mentre passava in rassegna tavoli e comodini, il vaso - com’è logico e naturale - cadde e si ruppe in mille , e fors’anche tremila, pezzi: della qual cosa subito si disperò. Poi ci si rassegnò, e andò a prendere una scopa.
- Si è rotto... - le disse quando lei tornò.
- Non fa niente, - rispose lei levandosi la sciarpa e il berretto di lana; gli si avvicinò e gli diede un grande e caldo abbraccio, e lui trovò logico e naturale rispondere al bacio di lei con un altro bacio.
"... è uno di quei racconti che sono arrivati da soli, non c'è proprio nulla di autobiografico. Mi piace molto, ancora oggi, questo scrivere per frammenti; ci sono dei frammenti che è un peccato completare. Anche la nostra vita è fatta così, basta pensarci un attimo e si scopre che è fatta più di frammenti che di storie complete. Una conversazione al volo, un sorriso, un'arrabbiatura. Qualche anno fa mi ero trovato di fronte, sul treno, una ragazza molto bella e molto giovane, che si era fatta un segno con la biro proprio sul mento. Che faccio, glielo dico? Magari mi risponde male... e invece no, mi ha ringraziato molto, abbiamo anche fatto una chiacchierata, poi è finita lì, un frammento. ("chissà da quanto tempo è che sono in giro così, e nessuno me l'ha detto")"
( qui la fonte dell'immagine in alto )
Giocare con gli anagrammi è bello, ma i risultati sono spesso deludenti a meno di essere davvero bravi. Di anagrammi davvero belli, o significativi, in realtà ce ne sono pochi; in campo musicale è magnifico quello indicato da Alfred Brendel: silent / listen. I più belli che io conosco, in italiano, sono Bibliotecario/Beato coi libri e Attore/Teatro.Dal blog deladelmur
Ho incontrato la musica di François Couperin registrando per caso, dalla radio, un brano sorprendente e meraviglioso, con un titolo complicatissimo del quale lì per lì avevo memorizzato solo il nome dell’esecutore: “clavicembalista: Kenneth Gilbert”. Voglio dire: sembrava Jimi Hendrix, eppure era un clavicembalo.
In seguito avrei imparato che ci sono parecchi tipi di clavicembali, costruiti in tempi diversi da diversi costruttori, e che il clavicembalo somiglia solo apparentemente al pianoforte, ma non ne è l’antenato diretto. Nel pianoforte ci sono delle corde che vengono percosse da un martelletto, nel clavicembalo le corde vengono pizzicate da un plettro, o da qualcosa che somiglia a un plettro: ecco dunque la somiglianza con il suono della chitarra, che mi avrebbe colpito anche in seguito e che continua a colpirmi ancora oggi.
- Si fa una gran fatica a sbocciare, -
mi disse ridendo il fiore;
e fa fatica il seme a germogliare,
è una fatica che costa dolore.
Il rischio poi è di farti calpestare,
o di finire sottoterra a marcire,
invece di fiorire sulle aiuole.
E' un rischio che si corre ed è da fare,
ma io voglio ritornarmene a dormire.
Nel fiero sonno io voglio sognare,
voglio sognare che posso anch'io fiorire,
voglio fiorire e poi rinascere e morire,
e che i miei frutti sian dolci da mangiare.
da "Stagioni" di Giuliano Bovo
( illustrazione di Grandville )