lunedì 22 maggio 2017

Dio salvi i corvi della regina





" ... Come gli sentirono dire queste cose, lo presero tutti per pazzo; e per meglio sincerarsene, e rendersi conto di che genere di pazzia fosse il suo, Vivaldo tornò a chiedergli che cosa s'intendesse in realtà per cavalieri erranti.  - Non hanno letto  lor signori - rispose don Chisciotte - gli annali e le storie d'Inghilterra in cui sono trattate le gesta del re Arturo, che noi comunemente nel nostro volgare castigliano chiamamo il re Artù, intorno al quale esiste in tutto il regno di Gran Bretagna l'antica leggenda che quel re non sia morto, ma che per virtù di incantesimo si sia convertito in corvo, e che col volgere degli anni dovrà ritornare a regnare, riconquistando il suo regno e lo scettro? Tant'è vero che da quel tempo ad oggi non si troverà un solo inglese che abbia ucciso mai un corvo."    


da  Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes  Ed. Einaudi

2 commenti:

  1. Adoro questo personaggio. Anzitutto perché ineffabile. Mi piace tutto quello che rappresenta. Non escludo di portarlo in palcoscenico, prima o poi.

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    1. Ineffabile è forse l'aggettivo giusto e penso che un regista non possa che provare piacere nel rappresentare uno dei personaggi in assoluto più teatrali della letteratura. La Mancha è in effetti, per il cavaliere, una sorta di palcoscenico. Ci sono delle belle opere musicali ispirate al Don Chisciotte ma qui chiamo in causa Giuliano...:-)
      Grazie, Luz! Ciao:-)

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